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mercoledì, 01 agosto 2007

J. P. Donleavy,

Ieri sera mi sono rivista Zabriskie Point ed ho subito pensato a Ginger Man ed alla loro comune mancanza, o quasi, di trama e alla loro comune potenza poetica. Non credo di poter azzardare altre comparazioni ma credo di poer affermare di avere a che fare con due capolavori.
La trama del libro non è altro che la descrizione della quotidianità di Sebastian Dangerfield, mezzo studente, mezzo marito, mezzo padre, mezzo ubriacone, mezzo puttaniere, mezzo amico, mezzo sessuofobico, mezzo deliqnuente, insomma uno di quelli che nella vita non hanno mai concluso nulla. Pagine di continua alternanza tra la prima e la terza persona che però non ti lascia mai confuso: il protagonista è lui, Sebastian Dangerfield, e tutto ciò che gli orbita intorno è a lui funzionale, necessario per lasciare a lui la ribalta: personaggi originali, caratterizzati a perfezione come se ciascuno fosse la naturale prosecuzione di ogni sua nefandezza. Così come lo è la stessa ambientazione: una Dublino del dopo-guerra ancora sotto shock, tediata da un ipocrita bigottismo cattolico, obliata sotto fiumi di alcool, sovrastata da nubi minacciose e piogge insistenti. Un libro che mette a nudo le tue debolezze, che provoca i tuoi istinti e che, se vuoi, ti indica una delle possibil strade per liberarli, per essere te stesso senza inganni e posticce sovrastrutture. Frasi che tengono i tuoi occhi incollati su di esse alla ricerca di una redenzione che non troverai mai, neanche quando ti verrà offerta sul vassoio d'argento. Perchè tu sei Dangerfield, Sebastian Dangerfield.


postato da: senti...mentalmente alle ore 15:08 | link | commenti (1)
categorie: libri

i libri, che passione!

Ogni promessa è un debito. E quando sono riapparsa in questo mondo avevo promesso che avrei "recensito" i libri da me letti. Il fatto è che solo ora, durante il mio periodo di ferie, principalmente durante la pausa-ninna del piccolo fomentato, sono riuscita a leggere quasi tre libri. Nell'ordine:
Agatha Christie - Assassinio sul Nilo
J.P. Donleavy - Ginger man
Khaled Hosseini - Il cacciatore di aquiloni (ancora non finito)
Non so se per tutti (presenti e futuri) avrò commenti da fare, o meglio, mi andrà di scriverli, ma è certo che ciascun libro (paradossalmente a volte anche non letti) mi ha cambiata (cambierà) un po'. Ciò che conta in un libro non è il numero di copie vendute (ho una personalissima opinione sulla qualità delle letture dell'italiano medio), il numero delle lingue in cui è stato tradotto, o quanti premi ha vinto (anche riguardo a ciò ho una personalissima opinione)  e, più in generale, non contano i vari parametri "commerciali" con cui si suole determinare il successo od il fallimento di un libro, bensì conta  l'onda di emozioni cui non puoi non far caso, il nuovo sguardo sul mondo che ti viene proposto e poi, ma questo non dipende dal libro ma da te, conta quanto ti lasci cambiare da tutto ciò, quanto aderisci a ciò che di nuovo hai scoperto. Troppo spesso il "pubblicabile" viene barattato con il "leggibile"


postato da: senti...mentalmente alle ore 11:03 | link | commenti (1)
categorie: libri