c'è qualcosa di poetico nel piastrellista, nell'idraulico, nel programmatore, nel muratore, nel vetraio, nel falegname, nel dirigente? è tutto troppo prosaico ed io come al solito ci casco, ci sguazzo e ci metto giorni mesi ed anni a rimettermi in piedi... e più mi guardo intorno e più prendo coscienza del mio stato abulico, anemico, asfittico, rinseccolito, chè a volar basso a terra si resta. mi dico e mi dicono che già averne consapevolezza è un gran passo in avanti ma io francamente mi sono abbastanza rotta le palle di consapevolizzarmi senza fare un altro passetto. in fondo ho un glorioso passato di donna brillante. spudorata e senza pieghe, tanto da essere stata accusata di metter in imbarazzo alcuni tipi di maschi. e se all'epoca ne andavo piuttosto orgogliosa, ora mi domando ma che razza di maschi erano? ho rivisto m. dopo diversi anni e mi sono sorpresa a guardarmi come ero vestita, io, quella che delle apparenze se ne è sempre sbattuta. poi son due giorni che mi sorprendo ad immaginarmi con un caschetto biondo platino, io, mi faccio la tintura per costringermi ad andare dal parrucchiere una volta al mese? io? ma se è un anno che non ci vado e i capelli mi sfiorano il culo...boh...mi sento piuttosto destabilizzata, come quando entro da decathlon (o come cazzo si scrive) e per i primi minuti devo contrastare quelle odiose luci al neon che mi fan girare la testa...poi passa...ma quando?
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