E' tutto un sentir dire "che palle, è proprio autunno", "bbbrrrr, sta per tornare il freddo", "ti credo che mi ammalo", "un minuto c'è il sole e il minuto dopo piove": è tutto un dipingere a tinte tristi questo incedere autunnale. Per loro. Per me no. A me piace questo andirivieni climatico, questa alternanza atmosferica, certo anche io mi raffreddo ma chissenefrega! E' questo dinamismo che rende le giornate piacevoli, chè per qualsiasi cosa vale la regola monotonia=noia. Stamattina per esempio sono stata incerta fino all'ultimo sul "prendo moto o macchina?" Ho deciso per la macchina, poi non è piovuto, poi troverò un traffico della malora, ma sarà una giornata inaspettata, fatta di appuntamenti mancati e autoradio impazzita e stasera andrò a letto stanca ma contenta di aver vissuto una giornata diversa dalle solite. Anche se non ci sarebbe nulla di cui vergognarsi se qualcuno davvero avesse la capacità di godere di questi banali condizionamenti atmosferici (chè vorrebbe dire che ha un animo sensibilissimo oppure una cazzo da fare nella vita), azzardo un traslato di tutto ciò nella mia vita e confermo: non ricordo di aver vissuto periodi "monotoni", o meglio, ritmati da qualcosa...non so...per dire...il cambio di stagione piuttosto che l'ora della sveglia oppure l'intervallo di sgravio tra un figlio e l'altro od ancora il numero dei caffè che bevo ogni giorno, ogni quanti anni cambio macchina, ogni quanto tempo si rompe un pezzo della lavatrice, quante cacche ga. fa al giorno, a che ora gi. tornerà dagli allenamenti, quanti piatti di minestra oggi al. mangerà e quanti litri di latte comprerà p.. Eggià, anche loro, i miei bipedi conviventi, collaborano a pieno titolo a questa anarchia progettuale e tutti ci sguazziamo alla grande e a volte la sera rimpiangiamo di non essere dei soldatini dal cubo perfetto, però solo alle volte, davvero raramente, quando la realtà ha già doppiato l'immaginazione. E se il periodo di osservazione si allunga e torno all'anno della mia maturità, da lì in poi, anno per anno, censisco una tappa fondamentale della mia vita ed è bellissimo rinfrescare ciò che mi è rimasto dentro per ciascuno di quei passi. E' un po' come fare il cambio di stagione, solo che non butti niente e l'armadio è la tua anima.
Non ho certo l'ansia da "numero di lettori" però girando qua e là trovo pochi blog come il mio, ovvero poco letto e praticamente quasi mai commentato. Una infinità di blog straletti, stracommentati, strapieni di catene, messaggi, pvt. E così mi è venuta la curiosità di conoscere il numero dei vostri messaggi, pvt e similari. Beh, il vostro di chi? visto che non mi legge quasi nessuno? Siate bravi e volenterosi voi nicchia che leggete le mie cazzate: fatevi promotori presso il vostro blogsicuramentepiùlettodelmio di questa inchiesta. Una curiosità va sempre soddisfatta, un po' come la voglia di una donna incinta.
cerco una forma senza trovarla, non è facile spiegare scrivendo e ancor meno parlando e allora qual è la forma correttamente comprensibile visto che anche chi ti conosce meglio di chiunque atlro ti fraintende? forse il silenzio? forse si, ma frattanto le ferite sanguinano, le tamponi, le curi e le cicatrici non vanno più via e restano lì, metereopatiche come le ossa rotte, ed anche se solo sfiorate senti una lama che ti trafigge sempre lì, nello stesso punto. neanche l'amore, quello vero, le cancella per sempre, magari le protegge dal contatto ma se ci guardi sotto, all'amore, le trovi sempre lì che assomigliano ad un sarcastico sorrisetto da figlio di puttana che vuole dirti "io ci sono, non illuderti".