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Utente: senti...mentalmente
ascolto tutti, parlo con pochi e decido da sola e ad ottobre mi farò bionda platino

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mercoledì, 29 agosto 2007

amori d'infanzia

Sono loro quelli di cui mi sono innamorata quando avevo appena 6 anni ed ancora oggi quando li guardo mi sembra di toccare il bianco-cel(este) (aggiungi/togli i) con un dito, anche quando il cielo è blu notte proprio come ieri sera.

Quell'anno, il 1974, la lazio vinse lo scudetto e nel salotto buono di casa dei miei mio padre e mio fratello erano seduti tristemente sul divano di pelle a disgustarsi dell'evento. Io, vi assicuro più per spirito di contraddizione che per amor di residenza, mi informai se la lazio era una squadra di Roma e, a risposta affermativa, cominciai i miei personali festeggiamenti per quel primo nostro scudetto. Un po' come il primo bacio, solo che non ricordo a chi l'ho dato.


postato da: senti...mentalmente alle ore 11:23 | link | commenti (6)
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giovedì, 23 agosto 2007

Detti Immortali

Non amo, nel mio parlare, far ricorso a proverbi popolari poichè, il più delle volte, li trovo poco veritieri ed inoltre non sempre è facile risalirne all'origine, alla sua nascita. Ma, come per ogni cosa, esiste l'eccezione che conferma la regola: "TIRA PIU' UN PELO DI FIGA  (in salita) CHE UN CARRO I BUOI (in discesa)" con le varianti in tonda.
In questi anni mi è capitato di "sfogliare" blogs a sfondo (sputtano un aggettivo bellissimo, attenzione) erotico e in tutti ho notato lo stesso fenomeno: decine e centinaia di commenti ad ogni post, segno evidentemente di un seguito enorme. Alcuni hanno dovuto addirittura renderlo privato per difficoltà di gestione. Nulla di cui stupirmi: nel paese dei Furbetti della Politica, vuoi che mi meravigli dell'esistenza dei Furbetti della Bloggopalla? Non voglio neanche affrontare la questione "letteratura e/o narrativa erotica" perchè se sono convinta che i 9/10 degli italiani che scrivono siano braccia sottratte all'agricoltura, laddove si entra nello specifico di un genere (e in special modo quello erotico) il rapporto diventa 9,999999/10. A breve compilerò una lista dei suddetti Furbetti della Bloggopalla, tanto perchè mi piace prendere per il culo chi si crede qualcuno facendocelo giustappunto credere e nel frattempo vi do un consiglio popolare, anzi nazional-popolare: FOTTI NON PAROLE!


postato da: senti...mentalmente alle ore 10:51 | link | commenti (5)
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mercoledì, 22 agosto 2007

she's coming back, purtroppo

Da domani si paleserà anche nella presenza fisica il binomio preside-bidella. Come nella migliore delle tradizioni la preside è bassa, chiattona, butterata, untuosa, occhialuta, invadente ed invidiosa (lei) e la bidella è alta, magra, pelle-di-seta, bionda, affabile, riservata ed invidiabile (io).
Una roba del genere, insomma:


      LA MAESTRAmaestra E LA BIDELLA bidella


postato da: senti...mentalmente alle ore 17:48 | link | commenti (3)
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martedì, 21 agosto 2007

GABER per CHIEFFO

"Nelle canzoni di Claudio c’è un’onestà, una pulizia, un amore naìf che fa pensare. Siamo profondamente diversi, non solo per le sicurezze che lui ha e che io non ho, ma soprattutto perché nelle sue canzoni lui non fa mistero delle sue certezze.
Io, devo dirlo, sono nemico di questo genere di canzoni, così chiare, limpide, senza incrinazioni che non conducano, alla fine, al centro da cui sono partite. E quelle stesse canzoni, le sue più famose e popolari, quando le ho sentite cantare in coro dalla gente mi sono sempre sembrate un po’ stucchevoli…
Ma cantate da lui, devo riconoscerlo, hanno il loro spazio, riprendono tutta la loro credibilità. Certo allora non è un problema di mancanza di credibilità della sua gente, semmai della mia diffidenza “ di pelle” da tutto quanto non è individuale, solitario. In lui, peraltro, nell’attenzione con cui ha seguito in tutti questi anni il mio lavoro, ritrovo quell’affetto che ho scoperto al Meeting di Rimini, quell’accoglienza che forse mi ha stupito al di sopra di ogni altra cosa.
Di diverso in lui c’è forse una netta mancanza di “ambizioni”, una non imprenditorialità che tuttavia è anche il segno della sua profonda integrità. Non è distacco dal commercio, dall’industria, per convinzioni personali, e neppure per ragioni ideologiche: è qualcosa che nasce dal profondo, un desiderio di non svendere frettolosamente quello che in questi anni ha tanto faticosamente conquistato. Gli auguro altri anni di lavoro, di canzoni, di certezze, e non posso che ringraziarlo per la simpatia con cui ha sempre guardato i miei dubbi."

Giorgio Gaber - Il Sabato, 21 dicembre 1985


postato da: senti...mentalmente alle ore 13:28 | link | commenti (1)
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Eco-Rap

Spreco energie dietro a rapporti insulsi. E non parlo di rapporti maschio-femmina ma di rapporti umani asessuati. E non parlo del desiderio di avere un rapporto mostrine e paillette in cui tutto quello che si afferma è ok per entrambi, ma parlo di parole che ti lascino il segno. E invece tutto precipita nel dimenticatoio della memoria, persino i nomi, i volti, i suoni, gli odori. Niente di quello per cui ho speso energie ha più senso ora, ed è proprio questo che mi dà la misura dell'efficacia del nostro rapporto, o meglio della sua inefficacia, della sua inutilità perchè non mi ha dato nulla, non mi ha insegnato neanche che non voglio un rapporto così, chè già lo sapevo da prima, lo so da sempre. Tutto troppo plastificato, troppo colorato, ben presentato, uno specchietto per le allodole, ma io ti sembro per caso un'allodola? Non ne ho affatto le sembianze, credimi! E non sono una facile preda, anzi sento la puzza di polvere da sparo da lontano, scappo lentamente per non dare nell'occhio e spiegazioni inutili. E per favore, ti scongiuro, non corrermi dietro, non mettermi nell'imbarazzo di doverti dire che vali zero.

(dedicato a mia sorella che, invece, vale molto, ma molto)


postato da: senti...mentalmente alle ore 11:40 | link | commenti (1)
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lunedì, 20 agosto 2007

Voce del verbo Essere Mamma

Da piccola dicevo sempre alla mia mamma che avrei voluto nascere con le lentiggini, gli occhi azzurri ed i capelli ricci. Ero un tormentone.
I miei figli sono tre, uno per ciascun desiderio, proprio in quell’ordine lì.
Se avessi scritto una grammatica della lingua italiana avrei inserito la parola “mamma” tra gli ausiliari del verbo essere. Quando mi innamorai di P. non avevo parole per descrivere quello stomaco sazio senza bisogno di mangiare, quando mi sposai non avevo parole per descrivere quell’incedere verso l’altare come volando, quando nacquero i miei figli non avevo parole per descrivere quel fagocitare il mondo in un sol respiro, quell’emozione tanto forte e diversa e travolgente. Ho vissuto per tre volte il giorno del “dare-alla-luce” ma ancora non sono capace di descriverlo e per la verità non mi sforzo poi tanto di farlo perché quando guardo le sue lentiggini, quando guardo i suoi occhi azzurri, quando guardo i suoi riccioli so che è quella la didascalia del mio essere mamma.

postato da: senti...mentalmente alle ore 13:49 | link | commenti (4)
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