L'emergenza ti consuma le energie ed è così che resti senza parole, ma è un vuoto pieno, o meglio, colmo di altro, di essenziale principalmente. Non c'è bisogno di parole, parli incontrando uno sguardo, ascoltando una voce, leccando un gelato, passandoti la mano tra i capelli e quel fiume di parole che ti scorre intorno ti sembra inutile, inadatto, improprio.
"Vuoi darmi la mano e camminare un po' con me?"
"Ok, andiamo dai..."
E' bello il vento, quello che ti sbatte in faccia i capelli come frustate, quello che ti solletica il collo come piume leggere, quello che ti avvolge in un mulinello come giostre, quello che si porta via il mal di testa di una notte insonne come potente antidolorifico, quello che consuma la tua ultima sigaretta come infinita tirata, quello che lascia un treno in partenza dal binario come irresistibile risucchio, quello che il mare porta sulle sue onde come curve di donna, quello che ti riempie e ti fa volare come libero airone leggiadro...
