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giovedì, 21 giugno 2007

l'anatomia della comunicabilità

C'era una volta un mio collega, peraltro molto carino e di cui mi ero leggermente invaghita, che sosteneva che l'uomo (come genere umano) non è stato creato per comunicare con i propri simili. Avevo almeno 12 anni meno di ora ed ero molto meno disincantata, poi è successo che, nel tempo, ne ho prese di suste, e l'incanto della comunicabilità si è frantumato sotto di esse. Ricordo le accese discussioni ed i contorti teoremi che entrambi enunciavamo a dimostrazione ognuno della propria ragione ed io ero veramente un'integralista, non gliene facevo passare una. Ancora oggi, in linea di principio teorico, non gli darei ragione, ma, in linea di principio pratico (?) devo ammettere che la ragione invece è proprio dalla sua.
I motivi sono complicati da spiegare e variano da amicizie finite a conoscenze rimaste superficiali, da rapporti di lavoro piatti a quelli conflittualissimi...tutto comunque per colpa dell'incomunicabilità. La soluzione peraltro sarebbe pure semplice ed anatomica e scaturisce da una domanda: perchè il buon dio (come dice mia nonna) ci ha fatti con due orecchie ed una bocca? C'è un premio per il primo che darà la risposta giusta!


postato da: senti...mentalmente alle ore 18:30 | link | commenti (2)
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venerdì, 08 giugno 2007

Il mio sogno nel cassetto è di essere una scrittrice di successo ma giacchè non credo di avere sufficiente talento evito di spacciarmi per una mediocre scrittrice in attesa della buona sorte. Però questo non mi impedisce di scrivere per sfogarmi, per sedare un senso di ansia che mi prende alla bocca dello stomaco, per evitare che la mia vita familiare e sociale risenta del mio nervosismo (non essendone peraltro la causa). Resta inteso che, pur non essendo impedita io, voi possiate impedire a voi stessi di continuare nella lettura di questo post, trattandosi esclusivamente di cazzimiei e non di "cosa pubblica".
La domanda è: perchè non dire mai senza equivoci, fino in fondo ciò che si pensa? Esempio: conosco un tipo, mi piace, supero l'ostacolo della mia timidezza e glielo faccio inequivocabilmente capire; altro esempio: non condivido il nuovo assetto organizzativo, vado dal mio capo e gli dico senza mezzi termini che non vedo più qual è il mio ruolo in questa nuova situazione. Nel primo esempio mi aspetto due possibile reazioni: che il tipo mi faccia inequivocabilmente capire che gli piaccio o che mi faccia inequivocabilmente capire che non gli piaccio; nell'altro esempio mi aspetto due possibili reazioni: che il mio capo mi dica "così è, se non ti piace vai pure, quella è la porta" oppure "hai ragione, in effetti il tuo ruolo viene meno, faccio in modo di cambiare le cose". Chiaro, netto, o bianco o nero, ci vuole molto? Io ci metto così poco e poi mi sento pure bene. Ho provato (trovandomi dall'altra parte della barricata) a buttarla in caciara a volte ma dopo stavo male, mi sentivo disonesta, ipocrita. Perchè il tipo non è inequivocabile ed il mio capo, messo con le spalle al muro, mi ha persino impedito di andarmi a cercare un altro lavoro? Per la verità del mio capo me ne frega poco...attacca l'asino dove vuole il padrone...in fondo la mia vita è anche molto altro non solo lavoro...anzi. Ma il tipo mi infastidisce: manda messaggi contraddittori, forse anche in risposta a miei leggeri solleciti (quindi possibilmente ancor meno sinceri i suoi messaggi dico). Comunque nel frattempo la bocca dello stomaco si è calmata, il tipo latita ed ho scritto una cortese e-mail al responsabile del personale manifestando educatamente il mio desiderio di essere collocata altrove. Grazie per la pazienza...io ne ho veramente poca!


postato da: senti...mentalmente alle ore 16:11 | link | commenti (4)
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