Le urla di cui ho accennato in due post qui sotto hanno prodotto l'effetto esattamente opposto alla richiesta che avevo fatto proprio a seguito dello scazzo. Bene! Il messaggio è ancor più chiaro: da lunedì inizierà la mia carriera di nullafacente stipendiata, d'altra parte non sarò nè la prima nè l'ultima, per una volta sarò una delle tante, non mi distinguerò più per la donchisciottiana troppo diretta, farò parte di una folta schiera dalla quale non emergerò affatto, ci si dimenticherà di me per un bel po' e così avrò il tempo di leggere i 100 euro di libri che mi comprai durante le ultime vacanze di natale. Comincerò però da un altro, recente dono da parte di un molto stimato amico lettore: Il Cavallo Rosso di Eugenio Corti, noto, immagino, a chi ama letture "pesanti" se non altro perchè sono 1280 pagine di piccoli caratteri fitti fitti. A tale proposito vi invito a suggerirmi libri che vi son piaciuti.
Da oggi in poi tornerò a fare una delle cose da cui traggo più soddisfazione: leggere e pensare a ciò che leggo. Non mancherò di renderne conto qui dando vita magari ad uno scambio di opinioni che sicuramente mi arricchiranno più di quanto fino ad ora abbia fatto questo asettico lavoro cui ho dedicato 16 anni della mia vita con congrue pause mammiche.
Per entrare subito nel vivo: sto leggendo, molto lentamente, il libro che raccoglie le lettere scritte da don Andrea Santoro (quello ucciso in Turchia nel 2006) e seppur la forma sia piuttosto leggera (si tratta di lettere che il don scriveva sul periodico dell'Associazione "Finestra sul Medioriente", se non ricordo male), il contenuto è davvero interessante ed anche a chi è estraneo ad un qualsiasi discorso religioso salta agli occhi la passione che giustificarono sue scelte che molti guardarono e guardano ancora con sospetto. L'attenzione al tanto ipocritamente blasonato e strumentalizzato ecumenismo è uno degli aspetti che il don affronta con onestà e semplicità di azione nel quotidiano, vivendo a fianco di persone di fede diversa, assaporando sulla proprio pelle il bene e il male, il brutto ed il bello, la gioia e la tristezza che ogni convivenza impone.
ORA DEVO ANDARE MA DOMANI CONTO DI SCRIVERE ANCORA QUALCOSA RIGUARDO A QUESTA RACCOLTA DI LETTERE.