Se c'è una categoria di persone che mi sta pesantemente sulle palle è quella che generalizza su qualisiasi argomento, dando per verità assoluta la propria opinione. Prendiamo stamattina ad esempio. Entro in ufficio come al solito in ritardo e trovo la mia collega che parla BEATAMENTE dei previsti spostamenti di stanza col suo/nostro capo. Il maiuscolo è dovuto al fatto che se le avessi accennato io ai cambiamenti di cui sono al corrente da settimane, mi avrebbe attaccato un PIPPONE INFINITO, invece, GIUSTAMENTE, con il funzionario ne parla BEATAMENTE! E' evidente che questo atteggiamento già mi indispone notevolmente ma la frase che proprio mi fa incazzare è :"Hai visto il Papa? Stanno decidendo se farlo morire di domenica o di martedì...con tutti gli schifosi interessi che ci stanno dietro..." E giù via frasi simili "Io lo so perchè non sono cattolica ed è proprio per lo schifo che c'è che non credo nella Chiesa", "Ah si per non parlare dei soldi che hanno con tutta la gente che muore di fame nel mondo", "Io non sono cattolico però sicuramente come in tutte le cose sai gli interessi che ci sono sotto?!" Non sto neanche a sottolineare le notevoli cacofonie teologiche che anche un chierichetto alle prime armi potrebbe mettere in evidenza e comunque aldilà della tenerezza che mi ispira una persona che soffre, sia il papa o sia chi pulisce i cessi di un autogrill, mi chiedo quale insano qualunquismo e becera cecità faccia parlare certa gente?! Considerare che per milioni di persone (cattolici e non) il papa sia un riferimento, un simbolo, più che un simbolo, è un esercizio troppo difficile per certa gente?! Rispettare il dolore di chi vede in quell'uomo il rappresentante principe di un altro uomo cui quotidianamente riferisce la propria vita, è un esercizio troppo intelligente per certa gente?! Si può aderire o non aderire, si può discutere, si può litigare, si può e si deve rimanere della propria opinione ma nessuno è esente dal rispetto per un uomo che sta morendo e per coloro che stanno al suo capezzale. Poi, di tutto il resto parliamone pure, fino allo sfinimento, ma con cognizione di causa senza appellarci ai soliti luoghi comuni adattabili alla chiesa quanto al governo quanto ai sindacati quanto a chi più ne ha più ne metta.