“Un piede dietro l’altro. Biforcazioni, arresti, qualche passo falso, ma tengo la rotta. Poi una calma di bonaccia dissolve l’orientamento su un orizzonte piatto, nell’indistinto di occasioni, intenzioni, imprevisti.
Faccio il viaggio di ritorno e, ancora, la vita. Negli smottamenti della nostalgia, nelle creste delle passioni, nei crepacci del dolore, nei picchi del desiderio, la vita.
I ricordi rimbalzano secondo l’estro di una memoria che mette a giogo sequenze di stagioni diverse. Frammenti di vita costretti in ingorghi di emozioni si animano in nuove composizioni per l’interferenza di un’eco, il frammento di un’immagine, l’increspatura di un profilo. Dettagli.
Come fosse ieri..., e si intraprendono senza fatica lunghissimi viaggi a ritroso, mentre a stento si sanno descrivere volti e luoghi visti ogni giorno. E quante volte, anche a mettere sotto sopra la memoria, non si trovano che tracce di quanto ha lasciato solo il sapere di averlo vissuto, nell’opacità informe di sfondi, contorni, significati.
Forse le storie, come i viaggi, non sanno di prima e di dopo. Procedono trasversali a strappi, a differenze, a consonanze. E’ così che a posteriori le riconosciamo come nostre e raccontiamo quelle che non sono ancora finite.”
da La sirena delle cinque di Barbara Balzerani