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Utente: senti...mentalmente
ascolto tutti, parlo con pochi e decido da sola e ad ottobre mi farò bionda platino

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martedì, 18 novembre 2003

BLOG OFF.(questa volta il titolo mi è venuto spontaneo)
Sembriamo i fassino, i d'alema, i berlusconi, i martino, i pisanu, i bertinotti, i bossi, ecc. ecc. Sembriamo Repubblica che divide le fotografie in "dolore privato" , "dolore pubblico" e "dolore della gente". Cos'ha un dolore di privato se spiattellato on line sotto migliaia di occhi? Cos'ha di diverso il dolore di una mamma italiana rispetto a quello di una mamma iraquena, americana, inglese, belga, palestinese, israeliana, etiopica o caraibica? Cos'ha di diverso il dolore di una qualunque carica istituzionale rispetto a quello dell'ultimo uomo sulla terra che si nutre di briciole altrui? Il dolore è dolore e parlarne, accapigliarcisi (vedi sofri, wu ming, gnu e compagnia cantante) ci rende solo sempre un po' più ridicoli. E allora mi tiro fuori, in pochi se ne accorgeranno grazieaddio, mi verrà la gastrite a parlare tra me e me, forse, sarò tacciata di qualunquismo ma cerco di salvarmi dall'illusione di essere migliore di voi. .



postato da: senti...mentalmente alle ore 15:36 | link | commenti (6)
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Ha 1 minuto di silenzio zittito l'atrocità del cuore? E' grottesco l'uomo quando interpreta il dolore altrui, inutile l'uomo quando chiude la porta alla vita.

postato da: senti...mentalmente alle ore 14:35 | link | commenti
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Stamattina venendo qui ho beccato una punto blu con carabiniere alla guida e donna con bambino molto piccolo in braccio sul sedile posteriore. Siccome eravamo fermi ad uno dei tanti semafori del centro e io, come al solito, mi impicciavo di chi ci fosse dentro le macchine affiancate a me, indovinate chi vedo????? Lei, l'unica donna (tra le tante che piangono i loro morti) che, facendo attività di zapping, ho visto impacciata salutare il Papa. Me la ricordo bene perchè non sapeva cosa fare davanti a lui: gli prendeva la mano, gli accarezzava il volto, gli porgeva il bambino, gli riprendeva la mano, gli sorrideva e alla fine gli ha persino dato un bacio sulla guancia. Credo che questo abbia creato un certo brusio alle spalle di sua santità perchè il cerimoniale vuole che uno arrivi lì davanti alla sedia, si inginocchi e baci la mano senza troppi altri salamelecchi. Infatti subito dopo è sfilato un carabiniere e ha eseguito alla perfezione il cerimoniale. Comunque quella donna mora e quel bambino che non arriva neanche ad un anno mi hanno colpita. Di quelle facce che guardi per un istante e te le ricordi per una vita. Dicevo, ero lì, ferma al semaforo e dentro la macchina c'era lei con il suo bambino. La mamma era vestita di nero e indossava anche degli occhiali scuri, anzi neri, nerissimi, ma da sotto colava una lacrima e si vedeva benissimo perchè i carabinieri tirano a lustro le loro auto in queste occasioni! Quel semaforo è lungo, lunghissimo chè quando lo trovo rosso almeno la progenitrice dell'umanità ne paga le conseguenze e se poi arrivo che c'è l'arancione e devo fermarmi anche il santo del giorno scende dal calendiario; comunque il bambino incuriosito forse dalla strana testa (casco) appoggiata sulle mie spalle appiccica la sua manina sinistra sul finestrino e mi sorride. Senza neanche pensarci sfilo la mia moffola sinistra e appoggio anche io la mia manona (confronto alla sua) sul finestrino e restituisco il mio più bel sorriso. E' un istante perchè vabbè che il semaforo è lungo però il verde scatta e la punto blu lentamente parte. Io invece resto ferma ad infilarmi la moffola, lo stronzo dietro suona ma i miei dieci minuti di silenzio li ho già fatti. E non rompetemi più i cojoni ora.

postato da: senti...mentalmente alle ore 09:54 | link | commenti (1)
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lunedì, 17 novembre 2003

Per carità, tutti bravi a diffondere, a scrivere,a predire e prevedere, tutti analisti, strateghi ed opinionisti. Ma il punto è: chi ferma tutto questo? Continuo a rifiutarmi di vedere e/o ascoltare i soloni di sempre che si saranno riempiti e si riempiranno la bocca di belle parole, colme di pietà, lontane dalle faccenduole politiche quotidiane, tutti sdegnati, intristiti a sfilare dietro quelle bandiere che coprono corpi per cui quei colori non hanno più senso, per cui nulla ha più senso. Non voglio neanche pensare a quei bei primi piani di mogli disperate, figli increduli, madri e padri, fratelli e sorelle annientati dal dolore. Qualche obiettivo di mestiere fiuterà una reazione da prima pagina, una luce diversa negli occhi di un compagno di branda, e magari sognerà il premio pullitzer. Tutti stiamo qui a strumentalizzare a nostro uso e consumo la morte per mano dei cattivi. Qui, noi, i buoni che ci fregiamo di non aver mai ucciso nessuno, noi buoni che ci sentiamo dalla parte giusta della barricata perchè facciamo silenzio o gridiamo a gran voce, illusi di smuovere coscienze che non hanno orecchie, illusi di lavare le nostre di coscienze con uno, cinque, dieci minuti di silenzio, sbiascicando l'inno o ignorando il lutto nazionale perchè noi sì che ce l'abbiamo la coscienza e vogliamo farci i conti. Stronzate. Invece voglio pensare ai volti mai visti di quei soldati in bara che guardandoci fingere convenevoli di plastica si metteranno a ridere, che guardando i propri figli, mogli, madri e padri, fratelli e sorelle sorrideranno con un sorriso di chi la sa lunga e con tenerezza gli faranno la promessa di svelargli il senso di tutto questo.Perchè loro, quelli che non ci sono più, hanno trovato una risposta, hanno dato un senso, noi no.C'è quasi da invidiarli.

postato da: senti...mentalmente alle ore 15:29 | link | commenti (1)
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Anna guardava attraverso il vetro e benchè le gocce di pioggia non la toccassero affatto e benchè i vetri fossero protetti dal balcone del piano di sopra, lei si sentiva attraversata da quelle gocce. Come quando, a stomaco vuoto, bevi un bicchiere d'acqua gelata che traccia tutto il percorso, dalla bocca fino al punto in cui, scorrendo, l'acqua stessa si abitua alla temperatura corporea e non la senti più. Le gocce, di solito, avevano lo stesso effetto su di lei: le attraversavano l'anima scavando però ferite corrosive. I soli tre mesi di sole che la sua terra le concedeva non erano sufficienti a rimarginare alcun sanguinamento e ad alleviare il profondo dolore. Il gran difetto di Anna era di non saper relativizzare nessuna delle cose che le accadevano e la minima crepa specifica e ben definita metteva in discussione tutta la sua vita. Vi erano notti in cui non dormiva per cercare di uscire dal ginepraio inutilmente creatosi.
Ma in quel giorno lì, con la pioggia a distanza che neanche la sfiorava, si accorse che di ferite non se ne aprivano più. Non perchè avesse acquisito capacità di ragionevole discernimento, ma perchè la sua anima era diventata frigida, proprio come lei.


postato da: senti...mentalmente alle ore 10:59 | link | commenti
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